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Il governatore democratico della California si è guadagnato sul campo i galloni di maggior nemico di Trump, opponendosi al pugno di ferro della Casa Bianca contro gli immigrati clandestini

Non lo sappiamo ancora se il prossimo a sfidare il "trumpismo" sarà Gavin Christopher Newsom. Di certo nelle ultime settimane il governatore democratico della California si è guadagnato sul campo i galloni di maggior nemico di Trump, simbolo della resistenza alla battaglia del presidente contro l'immigrazione clandestina. Eppure, va ricordato, la lotta contro i clandestini è stata uno dei maggiori cavalli di battaglia nella campagna elettorale di Trump, quindi si tratta di un tema che, giocoforza, andrà preso con le molle.

Ma al di là delle candidature future e di ciò che accadrà nei prossimi mesi va sottolineato ciò che Newsom ha fatto e sta facendo: si è messo in rotta con la Casa Bianca cercando di difendere le prerogative degli stati nazionali. Una battaglia non da poco che a qualcuno fa tornare in mente nientepopodimeno che la guerra civile. Ora, senza dare troppo spazio alla fantasia e alle esagerazioni, è fuor di dubbio che il braccio di ferro tra governatore e presidente, con il secondo che ha mandato la Guardia nazionale (e persino i marines) per sedare gli scontri di piazza, senza che Newsom richiedesse tale aiuto, desta qualche dubbio.