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Il governatore californiano indicato come futuro presidente: rischiamo l'irrilevanza
L'idea che l'era Trump sia solo una parentesi e che l'ascesa alla Casa Bianca di un leader come il californiano Gavin Newsom, almeno per il momento il più probabile un ipotetico presidente democratico, possa restaurare l'epoca d'oro del legame atlantico, è tanto diffusa quanto lontana dalla realtà, perché costituisce una valutazione che, tra le tante cose, ignora la metamorfosi antropologica subita dalla California negli ultimi cinquant'anni.
Oggi questo Stato non è più la "frontiera dell'Occidente" che Ronald Reagan guidò negli anni Settanta, ma è diventato il laboratorio di un'America post-europea. Con una popolazione che per oltre due terzi, circa il 67%, è di origine non europea e dove la componente bianca non ispanica è ridotta a una minoranza del 33%, il baricentro dell'identità collettiva si è spostato drasticamente.







