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L'organizzazione sarebbe riuscita a far entrare migliaia di cittadini del Bangladesh attraverso mediatori compiacenti e un poliziotto infedele. Gratteri: "Procedure del click day troppo semplici"
Bastano alcuni Caf, tre avvocati spregiudicati (uno dei quali si era perfino comprato una Ferrari), un clan di camorra e un insospettabile poliziotto infedele con le sue competenze informatiche per far arrivare migliaia di irregolari, ognuno dei quali avrebbe pagato fino a 10mila euro per approdare in Italia. Sarebbe questa l’organizzazione criminale smantellata ieri con 45 misure cautelari che secondo l’indagine della Polizia di Stato e della Dda di Napoli, avrebbe messo in piedi un sistema per favorire 40mila ingressi clandestini attraverso una truffa che sfrutta le pieghe del decreto Flussi e del click day e «certe procedure troppo semplificate», dice il procuratore capo partenopeo Nicola Gratteri. In carcere sono finite 11 persone, tra cui i tre avvocati, 23 indagati sono ai domiciliari, tra questi anche mediatori e l’agente infedele, mentre gli altri indagati tra cui gli imprenditori sono stati sottoposti ad obblighi di firma.






