Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Migliaia di professionisti ricevono compensi per aiutare gli irregolari a rimanere nel nostro Paese

Non saranno solo gli avvocati «collaborazionisti» a venire pagati dal governo per la assistenza ai migranti. La indignazione di buona parte degli avvocati italiani per la norma varata dal governo, che «arruola» i legali nelle procedure di espulsione a condizione che non si oppongano al reimpatrio, non sembra tenere presente un dato di fatto piuttosto noto: fino a oggi, e da tempo, migliaia di legali vengono pagati dallo Stato per aiutare invece gli stranieri irregolari a evitare in ogni modo la cacciata dall'Italia. La macchina dei ricorsi e dei controricorsi sulle procedure di espulsione si regge quasi per intero sulle casse pubbliche, visto che - per ovvi motivi - i ricorrenti sono quasi tutti privi di reddito e vengono pertanto ammessi al cosiddetto «gratuito patrocinio a spese dello Stato».

Il contenzioso legale a favore dei migranti ha così generato un business da decine di milioni di euro, di cui beneficiano studi specializzati spesso collegati a onlus e a sindacati, e che ha fatto proliferare una marea di siti specializzati, anch'essi emanazione di avvocati, che forniscono assistenza legale: il cui primo passo è sempre e comunque la richiesta di ammissione al gratuito patrocinio.