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C'era la necessità di riguardare, per gli inquirenti di oggi che mai avevano messo piede nella villetta di via Pascoli, la "scena del crimine": ecco come funziona la Bloodstain pattern analysis

Uno o due assassini? Un'arma sola (mai ritrovata) o più d'una? È questo il dubbio degli inquirenti, come già della difesa di Alberto Stasi, al lavoro ieri per tutto il giorno per la ricostruzione in 3d della scena del crimine. Che, va ricordato in tempi di grande clamore mediatico, oggi come quel terribile 13 agosto 2007 è la casa della famiglia Poggi. Qui vivono infatti, dopo i lavori di pulizia e tinteggiatura, Rita Preda e Giuseppe Poggi, che da 18 anni piangono la loro primogenita Chiara, uccisa brutalmente. La sua cameretta è rimasta intatta e conserva gli oggetti di allora.

Nella nuova indagine su un amico del fratello della ragazza, Andrea Sempio, va da sé che ogni dettaglio verrà analizzato e non lasciato inesplorato. Ecco perché dopo avere dragato, con i vigili del fuoco, il canale Tromello, non distante da Garlasco, alla ricerca di un "attizzatoio" o forse "un martello a coda di rondine", gli investigatori della Squadra omicidi del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, ieri si sono messi al lavoro sulla casa in cui Poggi fu uccisa. C'era la necessità di riguardare, per gli inquirenti di oggi che mai avevano messo piede nella villetta di via Pascoli, la "scena del crimine".