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Al via l'incidente probatorio sui reperti mai analizzati nel delitto di Garlasco. Occhi puntati su un tappetino e su un’impronta
C'è grande attesa per l'incidente probatorio per il delitto di Garlasco, le cui indagini sono state riaperte a marzo 2025. Stavolta l'attenzione viene puntata su alcuni reperti mai analizzati, ora al vaglio dei periti della scientifica che sono stati nominati dal gip Daniela Garlaschelli, ovvero la genetista Denise Albani e il dattiloscopista sta Domenico Marchegiani.
Uno dei reperti più descritto dalla stampa nelle ultime settimane, ma mai analizzato, consiste nell'impronta 10 repertata sulla porta d'ingresso della villetta di Garlasco: gli inquirenti ipotizzano che possa appartenere al killer di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 proprio in quella casa. Di certo si sa che quell'impronta non appartiene né ad Alberto Stasi, il fidanzato della vittima condannato nel 2015 per l'omicidio, né ad Andrea Sempio, l'amico del fratello della vittima recentemente iscritto nel registro degli indagati.






