«Veniva in ditta in divisa, con l’auto di servizio. Gli ho chiesto i soldi per due anni, poi ho smesso. Ho rinunciato a un credito di circa 35 mila euro, ma forse era peggio andare avanti. Lui aveva conoscenze nella guardia di finanza e tutta quella gente lì, se vogliono farti smettere di lavorare, lo fanno». Parole di un imprenditore edile che nel 2008 ha lavorato alla ristrutturazione della villa di Bernardino Vagnoni, colonnello dei carabinieri in congedo. Un pollaio che — secondo la ricostruzione della Procura — prima apparteneva a un convento di suore, trasformato in villa da 200 metri quadrati con giardino e piscina dopo il passaggio di proprietà. Per quei lavori, oggi Vagnoni è a processo con l’accusa di concussione: e ieri il pubblico ministero Giovanni Caspani ha chiesto per lui una condanna a sei anni di carcere.
Il pollaio che diventò una villa: chiesti sei anni per ex colonnello dei carabinieri
Concussione a un artigiano, la richiesta della Procura per l’allora comandante a Moncalieri. Minacce per non pagare lavori di 35 mila euro. Lui: «Non è vero»






