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10 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:02

Sarebbe molto superficiale limitarsi ad affermare che il fallimento di questi referendum abrogativi segna una crisi della democrazia italiana, magari incolpando i cittadini di essersi disinteressati rispetto a questioni che pure riguardano in maniera radicale la qualità della loro vita sociale (a cominciare dalle questioni dei diritti sul lavoro). Sarebbe superficiale innanzitutto perché più che di disinteresse dei cittadini bisognerebbe parlare di disaffezione e sfiducia nei confronti di una classe dirigente che, almeno negli ultimi quattro decenni, ha abbandonato le classi sociali più deboli e contribuito a smantellarne tutele e diritti.

Mi riferisco, purtroppo, alla classe dirigente sedicente di sinistra.