Concita De Gregorio
Quello che può aspettare aspetta, si sa che non dovrebbe ma aspetta. Tanto, tantissimo, poi troppo
di Concita De Gregorio
Mi farai diventare vecchia, mi ha scritto un’amica a cui sempre rispondo non posso, mi dispiace, magari domani, la prossima settimana di sicuro – poi viene quella dopo, e quella dopo, e niente. Un’amica amatissima, eppure il tempo è delle scadenze. Quello che è urgente vince sempre su quello che è importante: quello che può aspettare aspetta, si sa che non dovrebbe ma aspetta. Tanto, tantissimo, poi troppo. È un’amica che ha avuto una malattia, come tutti, che è stata tradita, come tutti, è stata lasciata come molti, perché non tutti quelli che ingannano, mentono e tradiscono allora se ne vanno: la naturale conseguenza. No. Alcuni purtroppo restano. Purtroppo talvolta li facciamo restare. Sono mille le ragioni. Ne conosciamo il repertorio. Ce n’è una, però, di cui parliamo poco, ce ne vergogniamo: il denaro. A volte è per i soldi, è perché non ci sono soldi, che acconsentiamo che restino. Che errore capitale, che stupidaggine dirlo, quanto inutili sono i consigli. Però me lo ricordo bene quello che mi diceva mia nonna: lascia perdere l’amore, adesso che sei ragazza. Parti se devi partire per studiare, per lavorare. Non rinunciare per qualcuno. L’amore, se c’è, resta. Se vale, resiste. Ora pensa a te: a non dipendere da nessuno, a essere autonoma. Solo se sei libera potrai rendere libero chi ti è vicino. Mia nonna, che si era sposata a sedici anni.






