Qual è il talento del cervello? La sua plasticità. Nel linguaggio della scienza, questo termine descrive una capacità sorprendente: quella del sistema nervoso di modificare la propria struttura e funzione in risposta all’esperienza, all’apprendimento, agli stimoli ambientali, e persino ai danni.

Il nostro cervello, infatti, non è una macchina rigida, progettata per funzionare sempre allo stesso modo. Al contrario: è un sistema vivo, dinamico, che si adatta, si trasforma, si reinventa. E questa flessibilità è ciò che ci permette di imparare, di ricordare, di cambiare nel tempo. È la ragione per cui nessun giorno della nostra vita mentale è uguale al precedente.

Un organo che ascolta...

Il nostro cervello è un organo che ascolta. Non vive in isolamento. Non è un’entità staccata dal resto del corpo o dal mondo esterno. È un organo profondamente integrato, in dialogo continuo con tutto ciò che lo circonda. Ogni stimolo che riceviamo — la luce del mattino, il rumore del traffico, una parola gentile o un litigio, la musica che ci emoziona o la solitudine che ci pesa — lascia una traccia. Agisce sui nostri circuiti neurali, li modifica, talvolta in modo impercettibile, talvolta in modo evidente. Ma non è solo l’ambiente esterno a influenzarlo. Anche il nostro ambiente interno, quello biochimico e fisiologico, gioca un ruolo fondamentale. Le molecole infiammatorie che circolano nel sangue, per esempio, non restano confinate. Possono attraversare la barriera ematoencefalica e alterare l’equilibrio cerebrale. Questo accade in caso di stress cronico, cattiva alimentazione, sedentarietà. Sono segnali che il cervello riceve e a cui risponde.