Con quello dello scorso fine settimana, negli ultimi trent'anni sono 9 i referendum falliti per mancanza di quorum su un totale di 11 convocati. Alla luce di questi risultati, viene da chiedersi se non sia opportuno ripensare la normativa in materia. Ad esempio abolendo il quorum, come propone un referendum la cui raccolta di firme è iniziata proprio oggi. E come avviene in una nazione in cui consultazioni di questo tipo si tengono fino a quattro volte l'anno: la Svizzera.
Solo il 30,6% degli aventi diritto al voto si sono recati alle urne l'8 e il 9 giugno per esprimersi sui quattro quesiti dedicati al mondo del lavoro e su quello dedicato alla normativa relativa alla concessione della cittadinanza italiana. Molto più che lontano il quorum del 50% più uno degli aventi diritto al voto necessario perché il risultato della consultazione sia valida. Non il risultato peggiore, quello spetta al 20,92% ottenuto dai cinque quesiti sul tema della giustizia su cui gli italiani furono chiamati a votare nel 2022. Ma quello dello scorso fine settimana rimane il sesto peggior risultato in termini di affluenza da che in Italia si tengono referendum. E conferma un trend negativo iniziato trent'anni fa.










