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9 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 19:21
“In 5 ore abbiamo raccolto più di 5000 firme digitali per abolire il quorum nei referendum“, dice soddisfatto Mario Staderini, ex radicale e primo firmatario della proposta di legge popolare per abolire l’asticella della partecipazione nelle consultazioni dal basso. La pagina per la raccolta firme è stata pubblicata sul sito del ministero della Giustizia, dove si può firmare accedendo con Spid o cara d’identità elettronica. (https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-o pen/3900018). Il quorum per le consultazioni popolari è previsto dall’articolo 75 della Carta: 50 per cento degli elettori più uno. Dunque bisogna cambiare il testo fondante della Repubblica.
La prima lotta: le firme digitali – La proposta per abolire il quorum era stata depositata alla Corte di Cassazione già lo scorso 5 giugno, dal comitato “Basta quorum!”. È il secondo tempo della battaglia per rivitalizzare i referendum, una lotta capitanata da Mario Staderini. Già nel 2021, dopo la condanna dell’Onu, Staderini aveva vinto il primo “match” con l’introduzione della firma digitale. “Ora non servono più 500 mila firme di carta con la trappola delle autenticazioni, si può fare tutto on line dando nuovo impulso ai referendum perché con il digitale si rimuovono tutti gli ostacoli”. Problema: il voto popolare finisce puntualmente infranto sull’insormontabile scoglio del quorum. Come i 5 quesiti referendari su lavoro, sicurezza e cittadinanza: partecipazione intorno al 30%, secondo dati parziali, ben lontani dalla soglia del 50% degli elettori più uno.










