Roma, 9 giu. (askanews) – Le terre rare, che saranno elemento cruciale nelle trattative del meccanismo negoziale Usa-Cina (che si riunisce oggi a Londra), sono sempre più una leva geopolitica importante nell’ambito della guerra commerciale innescata dal ritorno alla Casa bianca del presidente Usa Donald Trump.

Pechino ha un vero e proprio dominio sulla filiera dei minerali critici e l’accresciuto sistema di controllo che ha messo in campo sull’export di questi materiali, fondamentali per tutte le produzioni tech, potrebbe essere una carta vincente nel braccio di ferro commerciale in corso con Washington.

Oggi l’Amministrazione delle Dogane cinese, con tempismo, ha fornito una serie di dati che danno una misura della capacità cinese di muovere questa leva in maniera decisa ed efficace.

La seconda economia mondiale ha esportato terre rare per un valore di 18,7 milioni di dollari a maggio, segnando un calo annuo del 48,3%. I dati diffusi dall’ente cinese includono le esportazioni di tutte le tipologie di terre rare, non soltanto quelle soggette alle nuove limitazioni. Il dato di maggio inoltre fotografa un calo del 13,7% rispetto ad aprile, quando le esportazioni avevano raggiunto 21,7 milioni di dollari.