La battaglia legale tra il New York Times e OpenAI non è più confinata al diritto d’autore: ora riguarda (quasi) tutti gli utenti, che secondo Sam Altman (CEO di OpenAI) sono pari al 10% della popolazione mondiale.
Un giudice federale di New York ha infatti ordinato a OpenAI di conservare - per un tempo indefinito - tutte le conversazioni tra gli utenti dell’azienda e ChatGpt.
Lo ha stabilito il 13 maggio scorso ma lo abbiamo saputo solo dopo diversi giorni, in seguito all’appello di OpenAI.
Sam Altman l’ha definita “una richiesta inappropriata che stabilisce un pericoloso precedente”.
Secondo OpenAI la decisione del giudice “mette a rischio la privacy” senza contribuire “alla risoluzione della causa”.







