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9 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 8:07
D’ora in poi OpenAI conserverà anche le conversazioni con Chat GPT eliminate dagli utenti. È la conseguenza di una disputa legale avviata dal New York Times nel 2023: il quotidiano americano accusa l’azienda tech di aver utilizzato milioni di articoli per addestrare la sua intelligenza artificiale. Ovviamente, è questo il fondamento della controversia legale, senza l’autorizzazione o un accordo commerciale con la testata. L’accesso ai contenuti prodotti dal Times, del resto, è riservato a chi sottoscrive un abbonamento al giornale: la loro riproduzione gratuita, per mezzo del chatbot (e le sue risposte), costituisce una violazione del copyright e dei diritti d’autore – oltre a provocare al NYT una perdita di valore.
Per vincere la disputa legale il New York Times deve provare che Chat GPT abbia generato testi e risposte che riproducono in modo “troppo fedele” il contenuto degli articoli pubblicati sul quotidiano. Proprio in virtù di questa necessità il giudice ha disposto l’ordine, rivolto a Open AI, di immagazzinare tutti i dati relativi alle conversazioni cancellate. Di norma l’azienda statunitense, per ragioni di privacy, – e nel rispetto dei termini d’uso definiti e sottoscritti dal consumatore – li rimuove dopo trenta giorni dalla cancellazione disposta manualmente dall’utente. La misura non si applica retroattivamente: non verranno ripescate – dato che non ce n’è modo – le conversazioni già cancellate in passato. D’ora in poi, tuttavia, tutti i log delle conversazioni cestinate dagli utenti (in gergo tecnico, dati relativi a domande, risposte, orari) dovranno essere archiviati per un tempo “indefinito”. Proprio perché costituiscono materiale probatorio, assieme alle conversazioni che l’IA intrattiene oggi con i suoi utenti e alle conversazioni avute in passato che, però, non sono state cancellate – e dunque, permangono sul database. Il tribunale, evidentemente, ha ritenuto che questa quantità di materiale non fosse sufficiente. I modelli vengono continuamente aggiornati, quindi Chat GPT oggi potrebbe non riprodurre più (e secondo le stesse modalità) i contenuti generati in un momento precedente. Inoltre gli utenti potrebbero cancellare conversazioni che contengono elementi utili alla risoluzione della controversia legale.







