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Sabato a Los Angeles ci sono state altre grosse proteste contro le operazioni condotte dagli agenti dell’ICE (l’agenzia federale statunitense per il controllo delle frontiere e dell’immigrazione) per arrestare presunti migranti irregolari. Il presidente Donald Trump ha inviato nella città 2mila agenti della Guardia Nazionale, la principale forza di riservisti dell’esercito statunitense. È una decisione piuttosto irrituale, dato che solitamente la Guardia Nazionale viene chiamata per gestire proteste molto più ampie, come la rivolta di Los Angeles del 1992.

Le proteste in corso a Los Angeles sono notevoli, ma comunque più limitate, almeno per ora. Venerdì gli agenti dell’ICE avevano perquisito almeno tre negozi e magazzini della città dove ritenevano lavorassero migranti irregolari, cioè senza i permessi necessari per stare negli Stati Uniti. Hanno arrestato in totale 45 persone. Erano seguite proteste e scontri anche violenti tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

Sempre sabato una folla di manifestanti si è riunita davanti a un negozio a Paramount, una città nel sud dell’area metropolitana di Los Angeles. Non è chiaro perché si siano trovati proprio lì, ma è probabile che avessero ricevuto notizie di imminenti operazioni dell’ICE nella zona. Hanno cantato slogan contro gli arresti di migranti, e in generale contro l’approccio duro e securitario adottato da Trump verso l’immigrazione, sia legale che illegale.