PARIGI. Quando gli viene fatto notare che è uno dei più importanti designer al mondo, Philippe Starck mette subito le cose in chiaro. «Sono felice e fiero di ispirare le nuove generazioni, ma a parte questo la fama non mi fa nessun effetto», spiega l’archistar francese 76enne in video-collegamento dal Portogallo, dove vive.
Un nome che ha fatto la storia il suo, grazie ad un proficuo lavoro che dagli Anni 70 ad oggi spazia tra architettura, decorazione di interni, arredo urbano e accessori per la casa. Al centro della sua visione una filosofia incentrata sull’accessibilità e l’utilità delle creazioni, concepite per migliorare la vita al maggior numero possibile di persone in base al concetto di «design democratico» di cui è considerato un pioniere. Un’idea oggi più che mai attuale, visto il contesto di tensione internazionale e le disuguaglianze sempre più marcate. «L’arrivo dei vari fascismi e totalitarismi un po’ ovunque - dice - è inquietante» .
Come sta vivendo questo momento storico?
«Male, come tutti. Pensare che cose arcaiche e stupide come le guerre in corso possano espandersi trasformandosi in un terzo conflitto mondiale è spaventoso, ma anche ridicolo se si guarda al cammino fatto negli ultimi secoli dall’uomo. È avvilente pensare che ci siano ancora persone come quelle responsabili di questa situazione, fortunatamente sono una minoranza».






