Se la città rappresenta il cuore della creatività, “l’Orto Botanico di Brera è il centro del centro: un paradiso nascosto, un giardino ideale perfetto”, dice il più ironico dei progettisti. Che, un po’ spaventapasseri e un po’ muratore, ha deciso di farsi ritrarre all’interno di questo “labirinto magico”
di Alessia Pincini
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In una soleggiata mattina d’inverno, all’Orto Botanico di Brera le sfumature di verde vanno dal grigio al glauco, al brillante. Tra le piante di elleboro e viburno Philippe Starck posa per il suo ritratto, generoso e piacevolmente ironico. “Milano è sempre stata il centro della creatività. Come tale, e proprio come un cervello, la città è uno straordinario dedalo, un magico labirinto di circonvoluzioni”, spiega. “L’Orto Botanico si trova al “centro del centro”: un paradiso nascosto, un giardino ideale completamente protetto. Per questo è stato il luogo perfetto per l’installazione politica War Flags, che ho realizzato lo scorso anno con Babinet & Co. Lungo i viali, abbiamo innalzato bandiere e bracciali, denunciando con radicalità le forze e la violenza all’opera nel nuovo ordine mondiale emergente. È stato un risveglio, un appello a prendere posizione e ad agire”.








