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Ultimo aggiornamento: 7:50
di Leonardo Botta
Vi piace il Bosco Verticale, il controverso e chiacchierato complesso di due grattacieli realizzato nel quartiere milanese Isola su progetto di Stefano Boeri & partners? A me sì. E non ho molto altro da aggiungere a corollario: sorvolando su valutazioni ambientali o microclimatiche, il B.V. mi piace perché secondo me è “bello”, con quella variegata coltre di piante ed essenze arboree (oltre ventimila) incastonate tra facciate e terrazzi.
Casomai avrei dubbi sulla tenuta, nel lungo termine, di questa boscaglia urbana che si arrampica fino agli oltre 100 metri del rooftop della torre più alta. Ma, poiché ogni progetto prevede il Piano di Manutenzione (Codice degli Appalti, D.Lgs. 36/2023), immagino che i progettisti abbiano previsto tutti gli interventi manutentiva atti a conservare, nel tempo, l’opera nelle sue funzionalità tecniche e di comfort. E sì: come tanti altri turisti mi sono tempo fa recato sul posto e ho ammirato e fotografato il B.V. (peccato esserci andato solo d’inverno, con il fogliame degli alberi imbrunito e spogliato dalla stagione fredda; ma anche la mutevole colorazione del “verde” ha un suo perché).






