Per quanto diversi siano i sessi, essi si mescolano tra loro. In ogni essere umano si verifica un’oscillazione da un sesso all’altro, e spesso sono solo gli abiti a mantenere le sembianze maschili o femminili, mentre sotto sotto il sesso è l’esatto contrario di ciò che appare. Tutti hanno fatto esperienza delle complicazioni e delle confusioni che ne derivano». Così scriveva nel 1928 Virginia Woolf in Orlando , testo basilare per ogni riflessione sullo scarto della sessualità rispetto ai codici condivisi, e sulla sua narrazione e rappresentazione. Oggi, a quasi un secolo dalla pubblicazione di quel romanzo rivoluzionario, la fluidità (quella «di genere», o gender fluidity ) fa pienamente parte della nostra quotidianità, non soltanto in termini di «lotta» — sebbene a monte vi sia spesso un percorso, difficile e doloroso, di presa di coscienza e rivendicazione di sé.
Il nuovo libro di Roberta Scorranese: l’arte del corpo che muta
In «Fluido» (Giunti) l’autrice mostra «passaggi di genere e forma» attraverso secoli di capolavori. L’incertezza è ricchezza e nel doppio c’è tutto






