Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
7 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 19:31
La chiamano “l’Italia che non tace” a differenza di un “governo codardo”, al quale viene chiesto almeno un segnale, una mossa, una parola, un segno di vita di fronte a quello che sta accadendo in Palestina. Già, ma cosa sta succedendo nella Striscia per mano dell’esercito di Israele? Un genocidio, per Giuseppe Conte. Una “pulizia etnica”, la chiama invece Elly Schlein. Ma se le differenze restano nelle sfumature linguistiche, per il resto la piazza per Gaza convocata a Roma dal centrosinistra è compattissima. E affollata, anche oltre le aspettative degli stessi organizzatori.
“Siamo 300mila”, viene annunciato dal palco di piazza San Giovanni che si riempie mentre c’è ancora una spezzone del corteo che si sta muovendo da piazza Vittorio, a quasi un chilometro di distanza. Al di là dei numeri, è innegabile che la partecipazione sia stata numerosa, calda e pacifica a dispetto dei dubbi e dei timori della vigilia. Conte, Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni stanno accanto dall’inizio alla fine. Un proposito, oltre che un segnale. Del resto la piazza, chiamata su un tema specifico, urla a ripetizione “unità, unità”, quando i leader di M5s, Pd e Alleanza Verdi Sinistra stanno per salire sul palco davanti a una folla che qualcuno azzarda essere “oceanica”.












