PADOVA - "Super Walls", la Biennale di street art si è conclusa con successo di pubblico e di critica. Il grande racconto collettivo, attraverso i linguaggi dell'arte urbana, ha seguito, nell'edizione 2025, il tema del sogno: i 38 murales che hanno preso vita in città e in 13 comuni della provincia ha coinvolto 29 artisti italiani ed internazionali che hanno lavorato sotto gli occhi della gente. «Sono profondamente soddisfatto di questa edizione - ha chiarito il curatore Carlo Silvestrin - perché abbiamo dato vita ad una quarantina di opere, anche con interventi spontanei, grazie al sostegno dei Comuni, alla collaborazione dei partner e al coinvolgimento della cittadinanza con straordinarie partecipazione e qualità degli artisti. Anche i fuoriprogramma hanno arricchito il progetto, dimostrando quanto la street art sappia essere viva, autentica, in dialogo costante con il territorio».
Una decina di opere si sono aggiunte a quelle "ufficiali", testimoniando la natura aperta e generativa del festival. In città i muri si sono trasformati in enormi tele su cui gli street artist hanno espresso la loro poetica: all'Inps di via Delù si sono incontrati il flusso astratto di Boogie.EAD e Jak_Ventitre, le vignette che riflettono sul senso dell'esistenza di Jace, l'energia pop e colorata di Spike Clark, che ha lasciato un secondo intervento nei pressi del Palantenore in piazza Azzurri d'Italia, dove si è espresso anche Man-x. Sull'edificio Inail di via Nancy si è sviluppata l'opera, in due atti, di Giulio Masieri: da un lato, un uomo in bilico su una scala che dipinge la propria ombra; dall'altro, una famiglia di elefanti con protesi. La maestosa creazione di JDL rappresenta due creature femminili legate e sospese in un gesto tra fragilità e sostegno. All'interno della torre di Archimede, Orion ha firmato un intervento site-specific geometrico e percettivo.









