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7 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 13:17
Vasile Frumuzache potrebbe non aver agito da solo. È l’ultima ipotesi messa al vaglio dalla procura di Prato, al lavoro nelle indagini sul 32enne romeno, reo confesso dell’omicidio di Denisa Paun e Ana Maria Andrei. L’ufficio inquirente guidato da Luca Tescaroli sta cercando di fare luce sulle deboli ricostruzioni di Frumuzache relative alla sera dell’omicidio di Denisa. Frumuzache si trova in carcere con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Venerdì il 32enne è stato aggredito da un altro detenuto, che è parente di Ana Maria Andrei, una delle sue vittime: gli è stato versato olio bollente sul viso.
La nuova ipotesi – Ma è sull’omicidio dei Denisa Paun che si concentrano le indagini. Stando a quanto raccontato nel corso degli interrogatori, l’uomo avrebbe strangolato la donna per poi decapitarla nella stessa camera dove avevano avuto un incontro sessuale a pagamento. In quella stanza, però, non risulta alcuna traccia di sangue, né apparenti segni di pulitura di materiale ematico. Un particolare che, secondo la procura, fa pensare al coinvolgimento di una terza persona, complice nella pulizia del luogo del delitto e nel trasporto del cadavere. Dopo aver visionato le immagini fornite dal residence, ritenute non sufficienti, gli inquirenti ora attendono i filmati delle telecamere pubbliche del Comune, essenziali per verificare la veridicità delle confessioni del 32enne rispetto ai tragitti, agli orari e al trasporto all’esterno del corpo dentro valigie.













