Decapitata con un’accetta o una mannaia e non un coltello da cucina come ha raccontato il suo assassino. È l’autopsia eseguita ieri mattina sul corpo della escort rumena di 30 anni, Denisa Paun, a smentire una parte della confessione di Vasile Frumuzache, la guardia giurata di 32 anni, da mercoledì in carcere. Nel corso dell’interrogatorio in Procura, davanti al procuratore Luca Tescaroli e al pm Andrea Maltomini, subito dopo essere stato fermato dai carabinieri, l’uomo aveva descritto così la scena dell’omicidio: «L’ho strangolata nel suo letto all’interno del residence poi le ho tagliato la testa con un coltello da cucina trovato lì e utilizzando un sacco della spazzatura per non sporcare. La testa della donna l’ho bruciata nel giardino di casa mia il giorno dopo, il cadavere privo di testa l’ho portato a Montecatini alto nei pressi di via Adua, ho imboccato una strada sterrata e sono arrivato nei pressi di un bosco dove, all’altezza di un dirupo, ho abbandonato sia il trolley che il cadavere».