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Prato, 10 giugno 2025 – Continuano a emergere particolari inquietanti sulla ricostruzione dell’omicidio di Maria Denisa Paun, escort romena di 30 anni sparita dal residence di Prato (presa in affitto per incontrare i clienti) la notte fra il 15 e il 16 maggio. Una serie di elementi contraddicono la confessione del killer, Vasile Frumuzache, guardia giurata di origini romene di 32 anni, che viveva con la famiglia a Monsummano Terme. La notte del delitto Frumuzache potrebbe aver avuto un complice che lo ha aiutato nella soppressione del cadavere e a decapitare la donna. Nell’ordinanza di convalida del fermo, il gip Francesca Del Vecchio ricostruisce gli spostamenti della Golf di Frumuzache dalla notte del delitto fino alla mattina successiva. Il killer non si è disfatto subito del cadavere di Denisa ma lo ha portato a casa. È lì, con tutta probabilità che ha eseguito la decapitazione, non è chiaro se la notte stessa o il mattino successivo.

Frumuzache lascia il residence di Prato nella notte, intorno alle 2,38 dopo aver caricato le valigie con il corpo della donna sulla macchina. Si dirige a Monsummano “senza fare soste intermedie” arrivando a casa alle 3.29, come dimostrano gli spostamenti registrati dal gps dell’assicurazione montato sull’auto. Dopo che cosa ha fatto? Ha decapitato la donna e bruciato la testa subito o dopo aver portato i bambini all’asilo? È certo che la macchina la mattina successiva riparte alle 8,16. La guardia giurata dalla vita insospettabile accompagna, come sempre, i figli all’asilo usando la stessa auto dove verosimilmente, forse nel bagagliaio, c’era ancora la valigia con il corpo di Denisa. Alle 8.35 è di nuovo a casa. Riparte poi alle 9.30 in direzione della collina delle Panteraie a Montecatini dove resterà solo 11 minuti: il tempo necessario per buttare il cadavere fra i rovi e ricoprirlo con delle sterpaglie. Infine si dirige al centro commerciale di Massa e Cozzile dove la sua vita riprende come se nulla fosse.