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La più colpita Verona, con la liquidazione di 90 filiali su 91

La vendita di un pacchetto da 209 filiali, pari a circa il 14% della rete attuale di 1.400 filiali del Banco Bpm. Questa è la proposta che Unicredit ha presentato alla Dg Comp, l'Antitrust europeo, per ottenere il via libera per la sua scalata all'istituto di Piazza Meda. L'indiscrezione di stampa circolata nella giornata di ieri ha trovato riscontro alla Commissione Ue.

La proposta di Unicredit è volta a superare gli ostacoli in quelle zone d'Italia dove l'istituto guidato da Andrea Orcel supererebbe, in caso di fusione, il 20% di quota di mercato. In alcune province, in particolare, la vendita degli sportelli genererebbe una specie di ecatombe: come, per esempio, la provincia di Verona dove sono concentrate quasi la metà delle cessioni. In caso di successo dell'Ops, infatti, Unicredit troverà un acquirente per 90 sportelli del Banco Bpm, su 91 presenti sul territorio veronese. Molto colpita anche Novara, dove l'istituto di Piazza Gae Aulenti dovrà cedere l'equivalente di circa il 90% dei 32 sportelli del Banco, mentre a Modena verranno vendute 23 filiali delle 49 con cui è presente la banca di Piazza Meda e ad Alessandria 16 su 30 filiali. A Milano dove la presenza di Unicredit è limitata dovranno essere vendute solo 6 filiali, pari al 3% della presenza di Banco Bpm.