Dopo quattro sopralluoghi presso i Servizi di sicurezza e la procura generale della corte d’appello di Roma, dieci sedute e otto audizioni, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica - Copasir - ieri ha pubblicato la sua relazione «sull’utilizzo dello spyware Graphite da parte dei Servizi di informazione per la sicurezza della Repubblica». La vicenda è quella, svelata da Fanpage e dal quotidiano britannico The Guardian, relativa ad alcuni soggetti - un centinaio - che sarebbero stati spiati e intercettati con lo spyware prodotto dalla società israeliana Paragon Solutions. Tra i nomi coinvolti, giornalisti e attivisti come Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, Luca Casarini e Giuseppe Caccia della ong Mediterranea saving humans.
Il caso che ha suscitato più clamore è quello relativo all’ex leader no global, ora componente del consiglio direttivo di Mediterranea. In riferimento a Casarini, il Copasir in base alla «documentazione acquisita» conferma che l’attivista «è stato, negli anni, oggetto di interesse da parte dei Servizi di informazione». In particolare con due operazioni portate avanti dai nostri 007: «La prima la cui delega è stata rilasciata al termine del 2019» dall’allora presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (governo giallorosso) per accertare la «legittimità di un’attività di gestione di flussi migratori»; la seconda - sempre da parte di Conte - dal 26 maggio 2020 per «prevenire la minaccia alla sicurezza nazionale da parte di individui sospettati di svolgere attività di favoreggiamento dell’ingresso di soggetti stranieri nel territorio nazionale». Operazione conclusa nel mese di maggio dello scorso anno. «In tale seconda operazione risulta essere stato altresì sottoposto ad attenzione da parte degli organismi Giuseppe Caccia», armatore di Mediterranea.











