Gentile Direttore,

La ringrazio per l’ospitalità che mi concede su queste pagine del Tempo che, in passato, è stato anche la mia casa avendo pubblicato alcune mie inchieste giornalistiche sul terrorismo, ma anche per l’opportunità che mi accorda di manifestare pubblicamente, con una lettera aperta a mio figlio, Simone Leoni, neo-segretario nazionale dei giovani di Forza Italia, tutto il mio sdegno per le gravi parole che egli ha osato pronunciare contro il Generale Roberto Vannacci accusandolo falsamente.

Ho conosciuto il Generale Roberto Vannacci, allora giovane tenente Incursore del 9º Col Moschin, nel 1993 in Somalia dove ero inviato di guerra. Insieme a quei ragazzi, paracadutisti della Folgore - come lo sono stato orgogliosamente anch’io nel 1980 - ho vissuto, nel cuore più profondo della Somalia, esperienze di autentica solidarietà in un contesto difficilissimo e pericoloso. E Vannacci era lì, nelle pattuglie a lungo raggio, rischiando la vita ogni giorno. Insomma so bene chi è Vannacci e chi sono i ragazzi in divisa che, con lui, hanno rappresentato Oltremare l’Italia in divisa. A loro - miei fratelli paracadutisti - sono profondamente legato. Ed è anche per questo che le gravissime parole di mio figlio mi hanno oltremodo ferito e disgustato.