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6 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 14:24

“Vittoria en trompe-l’oeil”, scrive stamattina Le Monde. “Una vittoria dal gusto amaro, ma una vittoria comunque”, aggiunge Mediapart. Al termine di uno scrutinio combattuto ieri, fino alle 22, i militanti socialisti hanno riconfermato Olivier Faure al posto di primo segretario, con il 50,9 % dei voti, contro il 49,1 % di Nicolas Mayer-Rossignol, sindaco di Rouen. Un risultato che più “quasi pari” di così non si può, con qualche centinaio di voti di differenza – che verrà ratificato al Congresso di Nancy dal 13 al 15 giugno –, e che segnala una profonda frattura interna mai sanata: i due si erano contesi la leadership del partito e il voto dei militanti già nel 2023 e il PS si era ritrovato già spaccato in due all’epoca, “al bordo dell’implosione – scrive sempre Le Monde –. È lo stesso film che si ripete oggi”.

Olivier Faure è stato eletto alla testa del PS per la prima volta nel 2018 in uno dei momenti peggiori per il partito, uscito esangue dai cinque anni di Eliseo di François Hollande e dalle catastrofiche presidenziali del 2017 (poi vinte da Emmanuel Macron), quando il candidato socialista, Benoît Hamon, ottenne un risicato 6% al primo turno. Ma la cui crisi ha forse raggiunto il fondo cinque anni dopo, quando Anne Hidalgo, sindaca di Parigi, raccolse per il Ps solo l’1,75% al primo turno delle presidenziali del 2022.