Si accendono i riflettori della Procura e del ministero della Giustizia su quanto avvenuto dietro le sbarre nel carcere di Marassi, in particolare sulla vicenda dello stupro di un detenuto appena maggiorenne e da poco arrivato nell'istituto.

Il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria ha avviato delle verifiche sull'episodio, che aveva di conseguenza generato rivolte e disordini all'interno dello stesso carcere genovese.

Il giovane in attesa di giudizio - secondo le denunce di altri detenuti - sarebbe stato violentato da un altro gruppo di quattro carcerati, tatuato in volto e sequestrato tra domenica pomeriggio e martedì mattina e solo in seguito sarebbe stato portato in ospedale.

È per questo che la procura di Genova, dopo aver ascoltato in queste ore la vittima all'ospedale San Martino dove si trova ricoverata, potrebbe ipotizzare anche il reato di tortura nei confronti dei quattro detenuti. Il gruppo di presunti aggressori è stato intanto diviso ed è stato disposto l'isolamento in altre carceri fuori dalla Liguria per ogni singolo soggetto. Oltre alla situazione dei quattro, le indagini si concentrano anche sulle eventuali responsabilità del personale che non si sarebbe accorto di nulla. Su questo aspetto è in corso una inchiesta del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria: i risultati potrebbero poi confluire nell'inchiesta del pubblico ministero sui conseguenti disordini di mercoledì.