Milano non è certo la città italiana del cinema. Quest’anno, però, ci prova, con il suo stile e il suo approccio internazionale. Il 3 giugno, infatti, è iniziato il Milano Film Festival, vetrina per registi e produttori perlopiù internazionali. Sarà anche l’anno del restyling, per un format iniziato venticinque anni fa. Il direttore artistico è Claudio Santamaria, che ha selezionato lungometraggi da tutto il mondo e ha deciso di far presiedere la giuria all’attore californiano James Franco. A rappresentare l’Italia, (solo) tre cortometraggi, diversi per stile e soggetto, ma accomunati dal fatto di aver rinunciato al finanziamento ministeriale.

Il tema è caldo in questi giorni. Il ministero della Cultura (MiC) sta per modificare le regole relative al tax credit, ossia agli importanti sgravi fiscali dedicati al settore. Il complesso mondo di burocrazia e soldi pubblici non esaurisce però il panorama cinefilo italiano, soprattutto quando si parla di piccole opere o cortometraggi. Ne sono dimostrazione Jacopo Santambrogio e Fabio Garofalo, in concorso con “Taste of India”, breve commedia ideata e realizzata in modo del tutto autonomo. A produrla è stata la Don’t Movie, casa di produzione dei due registi che a Milano è un punto di riferimento per la creazione di spot pubblicitari e branded entertainment.