Israele, per ragioni di sicurezza, è pronta a fermare la ciurma di Greta. L’ex ambientalista Thunberg, riciclatasi in attivista pro-Palestina, è salpata il primo giugno da Catania sulla nave Madleen con undici compagni. L’obiettivo è di arrivare a Gaza, e però ieri sera il portavoce delle Forze di Difesa israeliane, intervistato dal Times of London, ha stroncato gli entusiasmi dei naviganti. Israele intende bloccare la Freedom Flotilla Coalition, di cui fa parte il veliero Madleen. «In questi anni», ha spiegato il portavoce israeliano, «abbiamo acquisito esperienza, e agiremo di conseguenza». Prima della partenza, e della raffica di selfie e video sorridenti, Greta era scoppiata in lacrime, ovviamente a favore di telecamere: «Dobbiamo continuare a provare, perché il momento in cui smettiamo di provarci è quello in cui perdiamo la nostra umanità».

La missione, una vacanza di inizio estate, segue il viaggio del mese scorso quando un’altra nave della flottiglia era stata danneggiata: il gruppo ha accusato Israele di averla attaccata con droni, ma invero provenivano dalla Grecia. Mayday, mayday, mayday: vogliono affondare Greta. Vogliono bombardare la paladina dei Fridays for Future che ogni venerdì hanno intasato le strade? Ci pare eccessivo. In ogni caso, per non sbagliarsi, ore prima che Israele comunicasse l’intenzione di fermare la Crociera Thunberg, un dispaccio di Alleanza Verdi Sinistra ha tirato in ballo il governo “delle destre”, ma non quelle israeliane.