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«In titulo indicium solutionis latet» suggerivano i nostri avi. Il titolo di questa rubrica è «In amore Valetutto». E poiché poi il sottotitolo invita anche a dare consigli, eccomi qui a replicare a Giovanni N., colpito dalla «sindrome di Penelope». Mi verrebbe da dire che quando si sceglie di iniziare una relazione con una donna già sposata con figli, e «in amore vale» anche rimanere a Itaca ad aspettare il ritorno di Sofia sentendosi «sedotto e tenuto in un’orbita a girare» durante le festività in solitudine, tra i suoi libri e i film!». La mente creativa di un art director (io lo sono stato per 11 anni) avrebbe dovuto sapere che come non si rubano le idee altrui per non violare il copyright non si condividono neppure le donne altrui! Fa pensare poi la scelta decisamente subliminale di chiamare l’amante «Sofia», ovvero il nome greco della saggezza! Da come si comporta sorridendo «come una Gioconda e non vuole che le cose cambino» non mi pare sia proprio ispirata dalla saggezza ma dall’opportunismo di tenere un piede in due staffe! Non voglio evocare le «Dieci tavole» di Mosè ma se consideriamo valida la V legge (non uccidere) o la VII (non rubare) dovremmo dare la stessa validità anche alla IX legge (non desiderare la donna d’altri)! Chi è causa del suo male, pianga se stesso (a casa, da solo, nelle fine settimana con i suoi libri guardando un film...).






