E qui comincia la grande contraddizione: «Nonostante un disclaimer sul sito web della cantina affermi che l’azienda “non è di proprietà, gestita o affiliata a Donald J. Trump”, la tenuta rende chiaro il suo legame con il patriarca, sia attraverso i gadget Make America Great Again esposti nel negozio di souvenir, sia attraverso le bottiglie di spumante Presidential Reserve “edizione inaugurale”, vendute in confezioni regalo a 245,47 dollari, un riferimento non troppo velato al 45° e 47° uomo a ricoprire la carica — spiega Asimov —. Se quelle bottiglie vi sembrano un po’ care, tra gli altri articoli in vendita ci sono accappatoi, pigiami e magliette della Trump Winery, insieme a candele profumate da 35 dollari». Insomma, tutto rimanda al presidente Trump. Anche i visitatori, a detta di Asimov.
Il New York Times stronca la cantina di Trump in Virginia: «I vini? Incoerenti e noiosi» | Cook
Il wine critic del New York Times Eric Asimov ha visitato la tenuta gestita da Eric Trump, il terzo dei cinque figli del presidente americano: «Nonostante le dichiarazioni di presa di distanza da Donald Trump, tutto rimanda a lui. Il vino? Qualche bottiglia buona, per la maggior parte mediocri (ma care)»






