Il prato più famoso del mondo? E’ senza dubbio quello della Casa Bianca, che di solito ospita discorsi solenni, bandiere al vento e annunci storici. Ma lo scorso marzo, quel prato si è trasformato in uno showroom a cielo aperto, con tanto di riflettori puntati su un’auto: la Tesla Model S Plaid, ultra red, 1020 cavalli. A sceglierla, nientemeno che Donald Trump, che sganciò 90mila dollari per portarsela a casa. Un acquisto che, più che un capriccio, sembrava un’operazione di immagine: salvare la baracca di Elon Musk, le cui Tesla arrancano negli Stati Uniti e crollano in Europa, dove l’elettrico sembra aver perso il suo sex appeal.

Colpo di teatro

Il gesto, va detto, aveva un che di teatrale, quasi da commedia all’americana. Trump, con la sua chioma d’oro e l’andatura da condottiero, passeggiava tra Model Y e Cybertruck, accarezzando cofani come un sultano al mercato delle spezie. Alla fine, eccolo puntare il dito sulla Plaid, rossa come un peperoncino, e dichiarare: “Questa è la mia”. Uno show, certo, ma anche una scommessa: può un presidente, con il suo peso mediatico, risollevare le sorti di un’azienda in affanno? Elon, che di sogni e promesse vive, ci ha sperato. E forse ci spera ancora.