Un taglio scontato, quello di 25 punti base effettuato giovedì dalla Banca centrale europea, che lascia però gli operatori immersi nei dubbi sulle possibili future mosse di politica monetaria e su quale sia realmente il capolinea per i tassi europei rispetto al 2% attuale. Come spesso accade in casi del genere, le acque dei mercati si sono increspate soprattutto durante la conferenza stampa del presidente Christine Lagarde, i cui toni sono risultati probabilmente meno accomodanti di quanto ci si potesse aspettare alla vigilia.
La reazione dei mercati
Immediata infatti la sterzata dei rendimenti dei titoli di Stato, con il Bund decennale in rialzo al 2,59% e il BTp al 3,55%, e soprattutto l’accelerazione dell’euro, arrivato momentaneamente a sfiorare di nuovo quota 1,15 dollari. Movimenti solo in parte smorzati nelle ore successive, così come quelli delle Borse che hanno riaccelerato sul finale (Piazza Affari ha terminato addirittura sui massimi di giornata a +0,74%) più che altro sui riflessi di possibili sviluppi favorevoli nelle trattative commerciali fra Stati Uniti e Cina dopo la telefonata fra i presidenti, Donald Trump e Xi Jinping.
Il contropiede di Lagarde
L’impressione è che le parole di Lagarde abbiano in qualche modo colto in contropiede gli investitori «predisposti a testare un’apertura a due ulteriori tagli entro dicembre» precisa Antonio Cesarano, Chief Global Strategist di Intermonte, che individua il passaggio chiave nel riferimento della numero uno dell’Eurotower all’indicazione che «il ciclo dei tagli è di fatto concluso». «La nostra opinione centrale è che il taglio di oggi è probabilmente l’ultimo per un po’ di tempo» osservano su questa linea Simon Wells e Fabio Balboni di Hsbc, convinti del resto che qualsiasi altra azione diversa dal taglio di 25 punti base visto ieri «sarebbe stata uno shock enorme».












