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Mercoledì la tennista francese Loïs Boisson, numero 361 del ranking mondiale, si è qualificata inaspettatamente per le semifinali del Roland Garros, che si gioca a Parigi ed è uno dei quattro tornei del Grande Slam, i più importanti del tennis. Ci è arrivata con due risultati eccezionali, soprattutto a fronte della sua posizione nella classifica WTA (quella delle migliori tenniste al mondo): lunedì ha battuto agli ottavi di finale la statunitense Jessica Pegula, numero 3 al mondo, mentre ai quarti di finale ha vinto contro la russa e numero 6 al mondo Mirra Andreeva.
Boisson ha 22 anni ed è così diventata la prima tennista francese a raggiungere le semifinali del Roland Garros dal 2011, oltre che la semifinalista di un Grande Slam femminile con la posizione in classifica più bassa degli ultimi 40 anni – escludendo le tenniste che hanno giocato uno Slam da non classificate (perché ritornate a giocare, per esempio, dopo essersi ritirate). Dopo il Roland Garros, che consente di ottenere tanti punti per il ranking, Boisson salirà almeno al 68esimo posto.
Fino a pochi giorni fa la sua carriera era stata poco brillante e molto sfortunata. Boisson ha vinto il suo unico trofeo nel 2024 – un torneo della categoria WTA 125, una delle più basse del tennis professionistico femminile – e negli ultimi anni ha subito due pesanti infortuni: uno alla spalla, per cui non giocò per 10 mesi tra il 2021 e il 2022 e dovette persino cambiare il modo di colpire la palla; e uno, ancora più grave, al legamento crociato del ginocchio sinistro, avvenuto nel 2024, una settimana prima della sua partecipazione al Roland Garros.











