Una ha stupito il mondo. L’altra l’ha indignato. La scalata di Lois Boisson e le lacrime di Mirra Andreeva: al Roland Garros le emozioni si sono mescolate alla terra rossa. Con gli insulti verso le tennista russa a fare da colonna sonora di questo incrocio di sentimenti.

L’ascesa di Boisson: la n. 361 in semifinale a Parigi

Lois Boisson sta stupendo la Francia in questo Slam parigino. Al torneo ha avuto accesso con una wild card e partita dopo partita l’ha scalato. Fino a conquistarsi un posto in semifinale, domani affronterà Coco Gauff, numero 2 del mondo. Pensare che un anno fa Boisson era alle prese con un infortunio terribile: lesione del legamento crociato ad aprile 2024, una lunghissima inattività, proprio a pochi giorni dal suo esordio al Roland Garros. Lei, 22enne di Digione, figlia di un ex cestista, Yann, ha voluto riprovarci quest’anno: iniziato il torneo al numero 361 della classifica Wta, lo chiuderà entrando nella top 100 per la prima volta in carriera, visto che a oggi è già certa di essere lunedì almeno al numero 68. Grazie a una cavalcata che l’ha portata a eliminare, giorno dopo giorno, Mertens, Kalinina, Jacquemot, Pegula e, oggi, Andreeva. Quello con la tennista russa però è un match che sarà ricordato non solo per l’epica impresa della ragazza, idolo del Philippe-Chartier. Ma per il tifo contro dello stadio che ha portato a tanto così dalle lacrime la tennista di Krasnojarsk.