Si fa ancora più accidentato il percorso delle norme volute dal Governo per contrastare le false recensioni.

Le misure inserite nel disegno di legge annuale per le Pmi varato dal Consiglio dei ministri di gennaio sono infatti al centro di una serie di osservazioni critiche formulate dalla Commissione europea che è tornata per la terza volta a chiedere all’esecutivo di Roma una serie di chiarimenti, dal momento che «le autorità italiane non hanno risposto in modo sufficiente alla richiesta di informazioni supplementari». Il governo sta ancora interloquendo con Bruxelles e conta di poter chiudere positivamente con parziali modifiche in Parlamento, senza stravolgere l’impianto generale.

Secondo la commissione l’intervento italiano si sovrappone al regolamento sui servizi digitali causando un’interferenza sull’obiettivo della sua «piena armonizzazione» a livello europeo con il rischio di frammentazione del mercato interno e incertezza giuridica. Nel “parere circostanziato” firmato dal commissario europeo per l’industria e l’imprenditoria Stéphane Séjourné si sottolinea che il regolamento costituisce già «un’efficace soluzione normativa a livello dell’Unione per affrontare alcuni degli obiettivi perseguiti» dal progetto italiano con un’«ampia gamma di obblighi ai prestatori di servizi intermediari per combattere la diffusione di contenuti illegali online» e la protezione dei consumatori che ne è uno dei principi guida.