Il mercato rischia di subire in modo duro il colpo di un nuovo taglio, il secondo nel giro di un anno. Per questo le associazioni di imprese chiederanno al Governo, nelle prossime settimane, un intervento di ritocco che vada a rimodulare il calendario di sforbiciate già impostato dall’ultima manovra sui bonus casa.

La posizione di Ance, FederlegnoArredo e Assoclima

Vanno in questa direzione le parole di Vanessa Pesenti, vicepresidente Ance con delega al settore Economico fiscale e tributario: «Ci preoccupano questi tagli: la riduzione dello scorso anno ha comportato già molti problemi, passare addirittura dal 50 al 36% porterebbe complicazioni ulteriori». La prima criticità è legata al lavoro nero: «Se in passato c’è stata un’azione di contrasto al sommerso - prosegue -, ora è sempre più difficile che percentuali così basse diano una spinta a fare lavori in regola e questo porta conseguenze sulla sicurezza nei cantieri».

Ci sono, poi, i lavori condominiali: «Aliquote diverse sulle parti comuni rendono più difficile trovare un accordo sugli interventi condominiali strutturali. Questo sistema di incentivi, insomma, rende più facile effettuare lavori su singole unità». Infine, c’è il tetto alle detrazioni sopra i 75mila euro di reddito: «Si tratta di un disincentivo - conclude Pesenti - perché questi sono i redditi che avrebbero capienza per utilizzare un gran numero di agevolazioni. Per questo ci auguriamo che arrivi finalmente un ripensamento strutturale delle agevolazioni per la casa».