Il governo "è interessato" a tutte le proposte della maggioranza, ma la coperta è corta e le risorse andranno valutate ed indirizzate su alcune priorità.
Il taglio dell'Irpef, sicuramente, e probabilmente anche la rottamazione delle cartelle ma "selettiva", a vantaggio cioè di chi è realmente in difficoltà con il fisco e non dei "recidivi" che ne approfittano per non pagare le tasse.
Davanti alla platea degli artigiani della Cna, per i quali il peso del fisco supera il 52%, il viceministro dell'Economia, Maurizio Leo, sottolinea più e più volte che i conti sono ancora in fieri, che quello sulla manovra è un work in progress in cui tutte le richieste in arrivo sia dalla maggioranza che dalle associazioni di settore sono attentamente prese in considerazione. Ma ribadisce anche più e più volte che il problema risorse esiste e che alla fine, raccolte tutte le istanze, bisognerà fare i conti con le esigenze di finanza pubblica.
Eppure qualche indicazione Leo già la dà. Il punto di riferimento è il ceto medio (pallino di Forza Italia oltre che di FdI) e a suo favore si sta studiando la rimodulazione al ribasso della seconda aliquota Irpef. Il viceministro non si sbilancia però su quale sarà la platea interessata dal taglio, finora ipotizzato sempre dal 35% al 33%: se i redditi fino 60.000 euro o fino a 50.000. I salari potrebbero del resto essere rimpinguati passando anche per la già sperimentata detassazione dei premi di produttività, che resta "la strada da seguire".









