L’umanità è pronta ad affrontare la sfida dell’Ai e l’illusione che «tanto fa tutto l’Ai è un grande abbaglio». Luciano Floridi, filosofo, direttore fondatore del Digital Ethics Center all’Università di Yale e presidente della Fondazione Leonardo, nell’intervista con l’Osservatorio Gen Ai in collaborazione con Accenture, fa il punto sulle prospettive che si aprono davanti all’avvento di questa grande tecnologia trasformativa, sfatando alcuni falsi miti e ponendo l’accento sulla domanda di soft skill e intelligenza umana, che non diminuisce, anzi aumenta. «A chi dice: "tanto ormai fa tutto l'AI, fa tutto l'auto a guida autonoma" si deve rispondere che qualcuno dovrà decidere come e dove andare, e perché, e scegliendo tra quali alternative».

Le aziende, piccole e grandi, «devono investire sul capitale semantico, e gli unici possessori di quest'ultimo sono gli esseri umani. Il valore delle aziende sarà sempre di più sull'intangibile. È una tendenza che c'era già da molto tempo, ma l'Ai l'ha enfatizzata, messa in luce, e accelerata. In questo contesto c'è sempre più bisogno di intelligenza umana». Floridi parlerà di tutto questo a novembre prossimo a Milano nell’ambito del progetto Orbits. Sarà, anticipa, una «chiacchierata dinamica con l'intenzione di ingaggiare il pubblico con idee interessanti e utili, sia per la comprensione della nostra epoca, sia per tornare in azienda con visioni nuove e cambiare in meglio il domani».