Il calendario c’è da tempo, lo schema è quello degli ultimi anni – due scritti e un orale – ma a cambiare sono alcune regole del gioco.

A partire dal voto in condotta, che non è più un dettaglio a margine ma una variabile determinante per accedere all’esame e per ottenere crediti preziosi per ambire alla lode. Il vademecum sull’esame di Stato 2025 di Skuola.net

Una volta tanto l’esame di Maturità non cambia sostanzialmente rispetto all’anno precedente, anche se ci sono delle novità che attirano i titoli dei giornali. La prima riguarda un requisito d’esame: senza aver svolto le ore minime previste di PCTO - così si chiama l’ex alternanza scuola-lavoro - non si può essere ammessi all’esame.

Ma, come fa notare il portale Skuola.net, non si tratta di una novità: la norma è figlia della “Buona Scuola” di renziana memoria ma, fino ad oggi, ne era stata sempre prorogata l’entrata in vigore. Invece è tutta da intestarsi al ministro Valditara la seconda novità: il maggior peso del voto in condotta.

Già da una ventina d’anni il 5 in condotta determinava la mancata ammissione all’Esame di Stato, indipendentemente dal profitto in altre materie. Dal 2025 anche la mancata “eccellenza” nel comportamento può avere un impatto sulla Maturità: chi avrà un voto inferiore al 9 subirà una serie di malus che vanno da una riduzione del voto finale di un punto fino alla presentazione di un elaborato aggiuntivo in sede di orale.