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Il segnale più significativo della confusione che regna alla Casa Bianca è la rottura clamorosa tra The Donald e il personaggio che più di altri ha concorso alla sua elezione, Elon Musk

Qualcuno magari ancora non ne è consapevole ma il caos a Washington sta aumentando su tutti fronti. La minaccia del raddoppio dei dazi su acciaio e alluminio anche verso l'Europa (dal 25 al 50%) si è fatta concreta (è scaduta alle sei di questa notte) anche se tutti sperano che Taco, il nomignolo affibbiato a The Donald per le sue continue retromarce, all'ultimo momento prenda il posto di Trump come il dott. Jeckill e mr. Hide. Di certo, però, l'atteggiamento dell'inquilino della Casa Bianca continua a mantenere lo scenario economico in una condizione di incertezza. Ancora: ieri per la prima volta il capo del Pentagono, Pete Hegseth, non ha partecipato alla riunione del gruppo di contatto per l'assistenza militare all'Ucraina a Bruxelles, proprio il giorno in cui Putin accusa Kiev di «terrorismo» e nella telefonata al Papa esclude «una pace immediata». Quindi, mentre la tensione aumenta e l'Europa si dice pronta ad alzare i dazi al 500% se lo faranno gli Usa verso i paesi che commerciano con la Russia per premere sullo Zar, Trump resta fermo, le sue minacce a Mosca non hanno seguito.