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Budapest vuole revocare lo scudo per arrestarla. La deputata: "L'Ue scelga da che parte stare"

«L'Europa deve scegliere da che parte stare», scrive sui social Ilaria Salis. La decisione sulla revoca della sua immunità parlamentare da parte del Parlamento europeo, è appesa a un filo. Ago della bilancia, potrebbe rivelarsi il Ppe, dove pulsano le sensibilità più garantiste. Non tutti gli esponenti del gruppo, dove siedono anche gli azzurri di Forza Italia, potrebbero alla fine votare a favore della revoca, come invece chiederà di fare il relatore del testo in commissione, lo spagnolo del Ppe Adrian Lazara.

Il via libera esporrebbe l'eurodeputata di Avs alle azioni della magistratura ungherese. Anche a un eventuale arresto. Ma lo scrutinio proprio perché segreto potrebbe giocare a favore di Salis. «Verrei esposta a una persecuzione politica certa e spietata - ha scritto ieri su Facebook - Rischierei di tornare in fondo a quel maledetto pozzo in cui, per mesi, sono stata rinchiusa ingiustamente, in violazione dei più basilari diritti fondamentali. In Ungheria, il processo nei miei confronti ha già una sentenza scritta: nel disprezzo della presunzione d'innocenza, il governo ha più volte anticipato l'esito giudiziario, dichiarando pubblicamente che sarei una criminale, una terrorista, e che merito una condanna esemplare. Le udienze sarebbero una farsa pesantemente condizionata dal potere politico».