«Di cosa parlare?». Con Volodymyr Zelensky, non ci pensa nemmeno. Ma intanto, Vladimir Putin dialoga con Donald Trump e con il Papa. È stata una giornata strana, persino per gli standard russi. Al punto che l’interpretazione data dai cremlinologi di ogni ordine e grado è che questa volta Mosca stia preparando qualcosa di davvero grosso come reazione allo sgarbo degli attentati commessi dall’Ucraina sul territorio della Federazione. E per questo, stia preparando il terreno per prevenire le reazioni sdegnate che arriveranno da tutto il mondo, una sorta di «io ve lo avevo detto» che può contare sull’amorevole sponda fornitagli dal presidente americano, più passivo che mai nei suoi confronti.
Putin «aggira» i consigli di Lavrov e cerca la sponda americana: la preparazione e l’avvertimento
La reazione agli attacchi di domenica discussa con Difesa e Servizi segreti








