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Non ci sono molti dubbi sul fatto che la ricchezza allunghi la vita. È una delle conclusioni di un ampio studio pubblicato a febbraio, che attribuisce alle condizioni socioeconomiche una grande influenza sulla longevità delle persone. Ma negli ultimi anni la stretta relazione tra la ricchezza e la longevità è emersa in un altro senso, e in modo ancora più esplicito, dagli ingenti e raccontati investimenti di alcuni imprenditori nella ricerca di tecniche, dispositivi e trattamenti per rallentare l’invecchiamento e ritardare la morte.
È un settore della ricerca che coinvolge vari ambiti della medicina e della genetica, ma molti dei metodi e dei trattamenti utilizzati per aumentare le probabilità di vivere più a lungo sono il risultato di approcci solo vagamente scientifici. Altri sono trattamenti scientifici ben collaudati, ma utilizzati fuori dalle indicazioni terapeutiche note. In generale sono tutti trattamenti estremamente costosi, fattore che ha sia promosso una feroce competizione tra startup per la ricerca di finanziamenti privati, sia amplificato la popolarità di quei trattamenti tra persone molto facoltose.
In un certo senso, ha scritto il Financial Times, è come se i consigli tradizionali e scientificamente validi per mantenersi in forma fossero diventati meno attraenti rispetto agli approcci più commerciali. La parola “longevità” sta entrando stabilmente a far parte del gergo del marketing e del mondo del lusso: compare sempre più spesso nel nome di hotel e cliniche per il benessere, come il Longevity Health & Wellness Hotel ad Alvor, in Portogallo, o l’area Longevity Lounge della clinica Cloud Twelve a Londra.






