“Si udì il trillare di un fischietto, il locomotore mandò a sua volta un lungo, malinconico fischio e una voce gridò dalla pensilina: En voiture!”. Così Agatha Christie, in uno dei suoi romanzi più famosi, descrive la partenza dell'Orient Express. Il mitico treno, tra cristallerie tintinnanti e piatti di haute cuisine francese, entrò in servizio il 5 giugno del 1883, per la Compagnie Internationale des Wagons-Lits fondata dal belga Georges Nagelmackers.
In realtà all’inizio serviva solo la tratta Parigi-Vienna. Qualche anno più tardi il primo convoglio raggiunse Istanbul – all’epoca Costantinopoli – e con i decenni alla linea principale, che passava a nord delle Alpi (via Vienna e Budapest) se ne aggiunsero altre, tra le quali, complice l’apertura del Sempione, quella che passava a sud (via Milano e Venezia). L'epoca d'oro fu negli anni Venti e Trenta. Dopo la Seconda guerra mondiale iniziò il declino, favorito dalla Cortina di ferro e dallo sviluppo dell’aviazione. Erano finiti i tempi delle lussuose cene nel Wagon Restaurant, tra avventurieri e vecchie principesse russe.






