Domanda: un treno per andare a Roma ci mette un'ora e venti, mentre al ritorno ci mette 80 minuti. Come mai?

Che la linea ferroviaria da e per Roma conosca con una frequenza ormai quasi regolare intoppi, guasti, ritardi di ore e ore, è cosa nota. Ma la confusione ormai regna sovrana anche nella testa dei potenziali passeggeri. Qualche giorno fa su Instagram è andato virale il video girato da uno youtuber triestino che sottoponeva l'«enigma» del treno di andata e ritorno da Roma a dei ragazzi scelti a caso nella centralissima Piazza Unità d'Italia. «Come mai - diceva l'intervistatore - il treno all'andata ci mette un'ora e venti, mentre al ritorno 80 minuti?». Panico fra gli intervistati. «Andava in discesa», ha risposto uno. «C'è stato un ritardo di Trenitalia», ha azzardato l'altro che la sapeva più lunga. «C'è stato un incidente». «Il binario era storto». «Colpa delle fermate». E via così, in un crescendo pirotecnico che ricorda quello di John Belushi nei Blues Brothers quando cerca di spiegare alla fidanzata abbandonata sull'altare (e armata di kalashnikov) perché quel giorno non si presentò. «Ti prego, ti prego, non ucciderci. Lo sai che ti amo, baby. Non ti volevo lasciare, non è stata colpa mia. Ero rimasto senza benzina. Avevo una gomma a terra. Non avevo i soldi per il taxi. La tintoria non mi aveva portato il tight. C'era il funerale di mia madre. Era crollata la casa. C'è stato un terremoto. Una tremenda inondazione. Le cavallette. Non è stata colpa mia, lo giuro su Dio».