Non è il binario 9 e ¾ della stazione di King’s Cross, da dove parte il magico treno per Hogwarts, ma stamattina anche la piattaforma 2 della Victoria Station a Londra è una porta del tempo che invita a saltare in un’altra dimensione: man mano che ci si avvicina, le note di un crooner che esegue uno swing anni Trenta avvolgono l’aria e si mischiano al vociare della stazione; cappellini, velette, smoking e abiti da charleston si confondono nella lounge dove un aperitivo accoglie i passeggeri del British Pullman, il treno di lusso della Belmond in procinto di avviarsi verso il Kent.
Una giovane vistosa in abito verde e capigliatura rossa, dall’accento americano, attacca conversazione: «Sono qui con mio marito — confida — siamo sposati da sette anni: e voi?», chiede girandosi verso di me e mia moglie, che mi accompagna in quest’avventura. Sarà un’altra ospite come noi, un’attrice, o forse tutt’e due? Qui tutti hanno preso la cosa molto sul serio, le «mise» attorno, soprattutto delle signore, sono quelle degli «anni ruggenti» fra le due guerre, realtà e finzione si mescolano in un gioco di rimandi. Il mistero si preannuncia fitto. Ci avviamo verso la nostra carrozza, ma sul binario di fronte è in attesa un signore distinto in bombetta e soprabito: «È questo il treno per Rochester?», chiede. «Non saprei — rispondo — noi siamo su quest’altro». «Quello?!? — esclama — Non mi ci farei vedere neanche morto!». E ci credo: il nostro viaggio è il «Moving Mistery Murder», il misterioso omicidio in movimento, un’esperienza immersiva che trasporta i partecipanti in un giallo alla Agatha Christie, dove ciascuno può essere la Miss Marple o l’Hercule Poirot di turno.






